Perché guardiamo un episodio dopo l'altro di una serie che ci appassiona?
Perché non riusciamo a staccarti da un buon romanzo?
Perché le ore passate al cinema volano?
Perché le storie ci piacciono così tanto e non ne abbiamo mai abbastanza?
A COSA SERVONO LE STORIE?
- LA SCOPERTA DEL NOSTRO IO
Il premio Nobel Eric Kandel sostiene che il cervello racconta la realtà al nostro "io" come fosse la storia di un romanzo o di un film. Non è in grado infatti di assimilarla in modo totalmente fedele, quindi in parte la inventa, proprio come fosse una storia, per poterla interiorizzare.
Non a caso, le storie che ci piacciono maggiormente sono quelle in cui possiamo identificarci coi personaggi. Conoscendo loro, esploriamo più a fondo il nostro "vero io".
Le storie che ci coinvolgono spesso si assomigliano perché, in qualche modo, ci parlano di noi stessi.
- IL VALORE EDUCATIVO
Le storie ci aiutano ad imparare cose nuove, lezioni che difficilmente potremmo esperire davvero nella realtà, ma servono a capire come comportarci in situazioni analoghe (ad esempio, nessuno di noi ucciderà mai un drago, ma tutti noi prima o poi affrontiamo momenti difficili ed estremi nella nostra vita).
Nei bambini la ripetizione delle favole rafforza le connessioni neurali, rinforza gli schemi cognitivi, ha la funzione non solo di apprendimento, ma anche di rassicurazione sul funzionamento del mondo.
- L'ASPETTO SOCIALE ED EVOLUTIVO
Le storie insegnano, aumentano l'empatia, la comprensione degli altri, rendendoci, quindi, più adatti alla vita e all'interazione in società.
Grazie ad esse l'uomo ha potuto nel tempo trasmettere e comunicare concetti, modelli e comportamenti indispensabili per la riuscita e il successo della vita comunitaria e sociale.
Gli uomini si sono adeguati o sono cambiati, adattandosi a nuove strutture sociali, più velocemente di tutte le altre specie, facendo delle storie il collante sociale che unisce i singoli in un gruppo omogeneo.
Per approfondire l'argomento:

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