RECENSIONE: "La virtù femminile" di Harumi Setouchi


Romanzo in parte autobiografico (dopo una vita intensa l'autrice, Harumi Setouchi, si è fatta monaca e vive nel tempio della protagonista) narra le vicende della geisha Tami, divenuta famosa perché per amore di un giovane attore arrivò a tagliarsi una falange.
Ryoko, una donna resa fredda dalla vita e dai fallimenti amorosi, è ormai distaccata nei confronti dell'amore. Fa la conoscenza di Tami, una geisha che ha vissuto innumerevoli passioni prima di diventare monaca, e ne conosce così la storia.

La narrazione è monotona e noiosa, la vita di Tami viene riportata pagina dopo pagina come un grande riassunto in cui i personaggi non prendono mai veramente corpo e non vediamo mai Tami evolvere in qualche modo, solo trascinarsi da un uomo all'altro spinta dalla passione carnale.

Distrutta dal non trovare in queste avventure o matrimoni l'amore, decide di prendere i voti.

Il mondo complesso, segreto e crudele delle geishe non viene in alcun modo approfondito se non superficialmente e la protagonista sembra muoversi fuori e dentro di esso con leggerezza e fin troppa facilità, tanto da non risultare plausibile pur essendo un racconto autobiografico.

Ho creduto che il racconto della vita di Tami servisse a creare un parallelo con la vira di Ryoko per portare poi il suo personaggio ad una epifania risolutiva, invece il romanzo si conclude in fretta e furia al termine del racconto di Tami, lasciando gli altri personaggi sospesi e senza risoluzione.

Deludente e insipido.


Per saperne di più:

+ La virtù femminile / goodreads.com
+ La virtù femminile / ibs.it
+ Harumi (Jakucho) Setouchi / wikipedia

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